news #19: Ambiente e salute al Festival della Sanità Pubblica

Tavola rotonda “Difendere l’ambiente fa bene alla salute” – Festival della Sanità Pubblica.
Torino 4 settembre 2021 – Castello del Valentino

Il 4 settembre al Castello del Valentino, sede del Politecnico di Torino, si è tenuta una tavola rotonda moderata dalla Dr.ssa Cristiana Ivaldi sul tema Difendere l’Ambiente fa bene alla Salute, nell’ambito del Festival della Sanità Pubblica organizzato da ANAAO Assomed, associazione dei medici e dei dirigenti sanitari.

Dopo l’introduzione del tema e dei relatori da parte della moderatrice, Dr.ssa Cristiana Ivaldi, epidemiologa e medico, il giovane Luca Sardo di Fridays for Future sottolinea l’urgenza del tema ambientale quale fattore determinante della salute del pianeta e delle generazioni future.  

La complessità dell’indagine epidemiologica e la necessità di indagare scientificamente le relazioni tra ambiente e patologie viene sottolineata da Ennio Cadum – attualmente Direttore del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria ATS di Pavia. Ricordando l’importanza di considerare accanto all’inquinamento ambientale fattori socio-economici quali la corretta alimentazione l’intervento testimonia il radicamento delle attività di sorveglianza epidemiologica nell’ambito piemontese, citando il grande lavoro svolto a partire da casi quali lo stabilimento Eternit di Casale.

Fabrizio Bianchi, Responsabile Unità di Ricerca Epidemiologia Ambientale CNR di Pisa richiama l’apologo del Ciclope di Kant che incita lo specialista, medico, ingegnere o uomo di scienza ad avere un «secondo occhio» per osservare gli oggetti della sua indagine da diversi punti di vista; pensiero particolarmente adatto allo studio della complessità del mondo contemporaneo e la pluralità dei fattori di rischio propria dell’epidemiologia. La fase attuale viene definita dal relatore una “sindemia”. Un concetto che richiama le correlazioni tra stato di salute, ambiente, fattori socio-economici, con le caratteristiche variegate delle patologie contemporanee. Viviamo, oggi, la compresenza delle malattie cronico-degenerative legate all’allungamento della vita, e il riemergere su scala globale delle zoonosi. L’attenzione del sistema sanitario si deve spostare dalla pur necessaria risposta di cura alle relazioni tra ambiente e stato di salute. In altri termini è indispensabile operare in una prospettiva di prevenzione. L’analisi delle fragilità legate a molti fattori di rischio “prossimali e distali” deve essere posta al centro dell’azione della sanità pubblica includendo la tutela della salute animale, del pianeta e delle persone. Bianchi sottolinea che è preferibile parlare di prevenzione piuttosto che di resilienza alludendo ad una capacità di progetto e previsione che non si limiti a rafforzare le capacità di reazione della comunità al degrado ambientale ma agire per il cambiamento.

Alberto Poggio, Ingegnere Commissione Tecnica Torino – Lione, Unione Montana Valle di Susa e Docente del Dipartimento DENERG del Politecnico di Torino, evidenzia come nell’affrontare l’emergenza ambientale sia necessario superare un approccio antiquato al controllo della qualità dell’aria, che consiste nell’abbassare le soglie di attenzione e di pericolo anziché intervenire sul traffico, che rappresenta la più importante fonte di emissioni su cui operare nel contesto piemontese.  La biosfera è come una buccia di mela, è limitata. Le previsioni degli anni ’70 del rapporto MIT Club di Roma erano corrette e non possiamo più vivere nell’illusione della crescita illimitata così come non possono essere adottate soluzioni generalizzate. Sia nell’uso della risorsa idrica sia nella produzione energetica non vi sono soluzioni salvifiche, oltre ad innovare le tecnologie occorre ridurre i consumi e agire con equità.

Liliana Cori, Vice Presidente di Greenpeace Italia e ricercatrice dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, mette in luce il problema della comunicazione dell’emergenza ambientale e sanitaria. Siamo di fronte a una vera e propria “infodemia” in cui una miriade di informazioni, spesso sbagliate, contribuiscono al disorientamento. Nella comunicazione occorre autorevolezza e chiarezza di fronte a un virus spaventoso che non si vede e colpisce i più fragili. Il cambiamento climatico appare ai più un evento lontano e sul quale non possiamo intervenire.

L’evento è stato un’importante e argomentato stimolo a un progetto di ridisegno della città basato su competenze multidisciplinari e parte di un processo collaborativo tra specialisti, istituzioni e cittadinanza. La revisione in corso del PRG di Torino, richiamata in conclusione dalla moderatrice Dr.ssa Ivaldi, potrebbe essere un’importante occasione per agire nella prospettiva della Healthy City, resa urgente dall’emergenza ambientale e dalla pandemia.     

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